
Eco-ansia
Eco-ansia: cos’è, come riconoscerla e come affrontarla
L’eco-ansia è il disagio psicologico legato alla crisi climatica e alla degradazione dell’ambiente. Può manifestarsi come preoccupazione per il futuro, paura, tristezza, rabbia, senso di colpa, impotenza o difficoltà a immaginare un futuro positivo.
Non è necessariamente un disturbo psicologico. Di fronte a una crisi ecologica reale, provare emozioni difficili può essere una risposta comprensibile e persino adattiva. Tuttavia, quando queste emozioni diventano troppo intense o persistenti e iniziano a interferire con il sonno, le relazioni, il lavoro o la vita quotidiana, può essere utile chiedere aiuto a uno psicologo o psicoterapeuta.
Che cos’è l’eco-ansia?
Con il termine eco-ansia si indica generalmente l’insieme delle preoccupazioni e del disagio psicologico legati alla crisi ecologica, al cambiamento climatico e alla degradazione dell’ambiente.
L’eco-ansia non riguarda quindi soltanto la paura del cambiamento climatico. Può essere legata anche alla perdita della biodiversità, alla distruzione degli habitat, all’inquinamento, alla perdita di luoghi a cui siamo affezionati e alla percezione che il mondo naturale stia cambiando in modo irreversibile.
È importante distinguere, almeno in parte, eco-ansia e ansia climatica. L’ansia climatica riguarda più specificamente le preoccupazioni associate al cambiamento climatico e alle sue conseguenze, mentre l’eco-ansia ha un significato più ampio e comprende il disagio legato alla crisi ecologica nel suo insieme.
L’eco-ansia non è però soltanto ansia. La crisi ecologica può suscitare una vera e propria costellazione di eco-emozioni.
Quali emozioni può provocare la crisi climatica?
Possiamo reagire alla crisi ecologica in modi molto diversi. Alcune delle emozioni più frequenti sono:
Paura e ansia, legate alle conseguenze presenti e future della crisi climatica.
Tristezza e dolore, di fronte alla perdita di ecosistemi, specie, paesaggi o modi di vivere.
Eco-lutto, quando viviamo la perdita di un luogo, di un ambiente o di una relazione con la natura.
Rabbia, soprattutto quando percepiamo ingiustizia, irresponsabilità o mancanza di azione.
Eco-colpa, quando sentiamo di non fare abbastanza o di contribuire noi stessi al problema.
Impotenza, quando la dimensione della crisi appare troppo grande rispetto alla nostra capacità individuale di intervenire.
Senso di solitudine o incomprensione, quando le persone intorno a noi non sembrano condividere o comprendere queste preoccupazioni.
Speranza e senso di appartenenza, che possono emergere quando troviamo modi significativi di partecipare e agire.
Per questo parlare soltanto di "eco-ansia" può essere riduttivo. Le emozioni ambientali possono includere paura, rabbia, tristezza, colpa, vergogna, lutto, speranza e desiderio di agire.
Eco-ansia: quando è normale e quando diventa un problema?
Una delle domande più importanti è: l’eco-ansia è una risposta normale oppure è un problema psicologico?
Non esiste una risposta valida per tutti.
Preoccuparsi per il cambiamento climatico, soffrire quando un ambiente naturale viene distrutto o provare paura pensando al futuro non significa necessariamente avere un disturbo psicologico. Al contrario, queste emozioni possono riflettere consapevolezza, sensibilità, connessione con la natura e attenzione ai propri valori.
L’eco-ansia può diventare però difficile da sostenere quando l’attivazione emotiva è molto intensa, dura a lungo o compromette significativamente il funzionamento della persona.
Per esempio, può essere utile chiedersi:
-
Quanto tempo passo a preoccuparmi della crisi climatica?
-
Riesco a continuare a vivere la mia quotidianità?
-
Le notizie sul clima alimentano una ruminazione che non riesco a interrompere?
-
Evito informazioni, luoghi o situazioni per paura di ciò che potrebbe accadere?
-
Mi sento continuamente impotente o disperato?
-
Le mie preoccupazioni stanno influenzando il sonno, il lavoro o le relazioni?
-
Sento di dover fare sempre di più e di non fare mai abbastanza?
La differenza, quindi, non sta semplicemente nella presenza o nell’assenza dell’eco-ansia, ma nella sua intensità, durata, funzione e impatto sulla vita della persona.
Come il cambiamento climatico può influire sulla salute mentale
La crisi climatica può influenzare la salute mentale in modi diversi.
Alcune persone vivono direttamente eventi estremi come alluvioni, incendi, ondate di calore o siccità. Queste esperienze possono essere traumatiche e lasciare conseguenze psicologiche anche dopo che l’evento è terminato.
Altre persone sperimentano invece il cambiamento climatico indirettamente: attraverso le notizie, la preoccupazione per i figli e le generazioni future, l’incertezza sul futuro o la percezione di non avere sufficienti possibilità di incidere sulla situazione.
Esistono inoltre conseguenze sociali ed economiche della crisi climatica che possono aumentare lo stress e la vulnerabilità psicologica.
Il cambiamento climatico, quindi, non è soltanto una questione ambientale: può diventare anche un fattore di stress psicologico e sociale.
Perché possiamo sentirci impotenti di fronte alla crisi climatica?
Una delle esperienze più difficili associate alla crisi ecologica è la sensazione che il problema sia troppo grande per poter fare qualcosa di significativo.
La crisi climatica è complessa, globale e interconnessa. Le nostre azioni individuali possono sembrare piccole rispetto alla dimensione del problema.
Questo può creare una tensione tra i nostri valori e il nostro modo di vivere. Possiamo desiderare di vivere in modo coerente con ciò in cui crediamo, ma trovarci all'interno di sistemi sociali ed economici che rendono questa coerenza difficile.
Da qui possono nascere pensieri come:
"Non sto facendo abbastanza."
"Qualunque cosa faccia non serve."
"Come posso pensare al mio futuro se il futuro del pianeta mi spaventa?"
"Come posso desiderare di avere figli pensando al mondo in cui cresceranno?"
In psicoterapia può essere importante lavorare proprio su questa tensione, distinguendo tra responsabilità personale e responsabilità collettiva, tra ciò che possiamo controllare e ciò che non possiamo controllare, e individuando forme di azione realistiche e sostenibili.
Eco-ansia e natura: perché la relazione con l’ambiente è importante
L’eco-ansia porta inevitabilmente a una domanda più ampia: che rapporto abbiamo con il mondo naturale di cui facciamo parte?
L’ecopsicologia parte dall’idea che il benessere psicologico non possa essere completamente separato dalla relazione che abbiamo con l’ambiente naturale. Il nostro senso di appartenenza, la nostra identità e il nostro equilibrio possono essere influenzati dal modo in cui ci relazioniamo con i luoghi e gli ecosistemi che ci circondano.
Da questa prospettiva, la natura non è semplicemente qualcosa che utilizziamo per "rilassarci".
Può essere uno spazio di relazione, appartenenza, riflessione e significato.
Questo è uno degli aspetti che distingue l’ecopsicologia da un approccio in cui la natura viene considerata soltanto come uno strumento per ridurre lo stress.
Che cos’è la terapia climate-aware?
La terapia climate-aware, o terapia consapevole del cambiamento climatico, riconosce che la crisi climatica ed ecologica può avere un impatto reale sul benessere psicologico.
Questo non significa trasformare ogni percorso di psicoterapia in una terapia sul cambiamento climatico.
Significa piuttosto essere disponibili a riconoscere che, per alcune persone, il rapporto con la crisi climatica ed ecologica, l’ambiente e il futuro può essere una parte importante della loro esperienza psicologica.
In una terapia climate-aware possiamo quindi esplorare emozioni come:
paura e ansia;
tristezza e lutto ecologico;
rabbia;
senso di colpa;
impotenza;
incertezza;
speranza;
senso di appartenenza e connessione.
L'obiettivo non è eliminare l’eco-ansia o convincerci di preoccuparci meno.
È piuttosto creare uno spazio in cui queste emozioni possano essere comprese, elaborate e integrate nella vita della persona, senza lasciarsi sopraffare.
Psicoterapia per l’eco-ansia: come può aiutare?
La psicoterapia può essere utile quando le preoccupazioni ambientali diventano difficili da gestire o si intrecciano con altre forme di sofferenza psicologica.
Il lavoro terapeutico può comprendere, a seconda delle esigenze della persona:
Comprendere le eco-emozioni: Dare un nome a ciò che proviamo può aiutare a distinguere paura, rabbia, tristezza, colpa, impotenza e altre esperienze emotive.
Lavorare sulla ruminazione e sui pensieri catastrofici: Quando la preoccupazione per il futuro diventa incessante, può essere utile sviluppare modalità più flessibili di rapportarsi ai propri pensieri.
Imparare a tollerare l’incertezza: La crisi climatica ci mette di fronte a un futuro che non possiamo prevedere completamente. Imparare a convivere con una certa quota di incertezza può essere parte importante del percorso.
Esplorare valori e significato: Le emozioni ambientali spesso sono profondamente legate a ciò che consideriamo importante. Comprendere i propri valori può aiutare a orientare le proprie scelte.
Distinguere ciò che possiamo controllare da ciò che non possiamo controllare: Questo può aiutare a ridurre il senso di responsabilità eccessiva e a individuare forme di azione realistiche.
Ritrovare agency: L’obiettivo non è convincersi che "andrà tutto bene", ma recuperare la percezione di poter partecipare e contribuire in modi coerenti con i propri valori.
Coltivare connessione e appartenenza: La relazione con altre persone, con la comunità e con la natura può diventare una risorsa importante per affrontare la crisi ecologica.
La psicoterapia, quindi, non deve necessariamente portarci dalla sopraffazione alla tranquillità, ma può aiutarci a passare dalla sopraffazione a una maggiore capacità di stare con ciò che proviamo e scegliere come agire.
Ecoterapia ed ecopsicologia: qual è il ruolo della natura nella terapia?
L’ecoterapia porta alcuni principi dell’ecopsicologia all’interno del percorso terapeutico, integrando la relazione con la natura nel lavoro psicologico.
Questo può avvenire attraverso l’esplorazione delle eco-emozioni, il coinvolgimento dei sensi e del corpo, pratiche di connessione con gli ambienti naturali e, quando appropriato, modalità come la Walk & Talk Therapy, in cui parte del colloquio psicoterapeutico si svolge camminando.
La natura, in questo contesto, non viene considerata soltanto come uno "strumento terapeutico".
Può diventare parte della relazione e dello spazio in cui la persona riflette su di sé, sulle proprie emozioni, sui propri valori e sul proprio senso di appartenenza.
Eco-ansia nei bambini e negli adolescenti
Bambini e adolescenti possono essere particolarmente sensibili alle preoccupazioni relative al futuro del pianeta.
Possono ricevere molte informazioni sul cambiamento climatico senza avere necessariamente gli strumenti emotivi per elaborarle. In alcuni casi possono sviluppare paura, sogni negativi, senso di responsabilità personale o preoccupazione per il futuro.
È quindi importante evitare di trasferire sui bambini la responsabilità di risolvere una crisi globale.
Adulti, genitori e insegnanti possono invece aiutarli a:
• dare un nome alle emozioni; parlare della crisi climatica senza negarla né amplificarne la paura;
distinguere responsabilità individuale e collettiva;
mantenere uno spazio per il gioco, la relazione e la quotidianità;
individuare forme di partecipazione proporzionate all’età.
L'obiettivo non è proteggere bambini e ragazzi da ogni informazione difficile, ma offrire loro uno spazio sicuro in cui poter elaborare ciò che sentono.
Quando chiedere aiuto per l’eco-ansia?
Non è necessario aspettare di stare "abbastanza male" per parlarne con uno psicologo/a.
Può essere utile chiedere supporto quando la preoccupazione per il clima o per l’ambiente:
-
occupa gran parte dei pensieri
-
provoca ansia o angoscia difficili da gestire;
-
interferisce con il sonno, il lavoro o lo studio;
-
porta a isolamento o evitamento;
-
alimenta sentimenti persistenti di colpa o impotenza;
-
si accompagna a depressione, burnout o altri sintomi psicologici;
-
rende difficile immaginare o progettare il proprio futuro.
In particolare, quando il disagio si inserisce in una sofferenza psicologica più ampia, è importante non considerare l’eco-ansia come un fenomeno isolato, ma comprenderla all’interno della storia e della situazione complessiva della persona.
FAQ sull’eco-ansia
L’eco-ansia è una malattia mentale?
No. L’eco-ansia non è di per sé una diagnosi o un disturbo psicologico. Può rappresentare una risposta comprensibile a una minaccia reale. Diventa clinicamente rilevante quando è particolarmente intensa, persistente o interferisce significativamente con la vita della persona.
Qual è la differenza tra eco-ansia e ansia climatica?
L’ansia climatica riguarda principalmente la preoccupazione per il cambiamento climatico e le sue conseguenze. L’eco-ansia è un concetto più ampio, che può comprendere anche il disagio legato alla perdita di biodiversità, alla distruzione degli habitat, all’inquinamento e alla degradazione dell’ambiente.
L’eco-ansia può essere utile?
Sì. Un certo livello di preoccupazione può aumentare la consapevolezza, orientarci verso ciò che consideriamo importante e motivarci ad agire. Diventa meno funzionale quando porta soprattutto a ruminazione, evitamento, paralisi o compromissione della vita quotidiana.
Come si cura l’eco-ansia?
Non esiste una "cura" unica per l’eco-ansia. Se il disagio è clinicamente significativo, la psicoterapia può aiutare a comprendere e regolare le emozioni, lavorare sulla ruminazione e sull’incertezza, esplorare i valori personali e ritrovare un senso di agency e connessione.
La natura può aiutare contro l’eco-ansia?
La relazione con la natura può essere una risorsa psicologica importante. In una prospettiva ecopsicologica, tuttavia, la natura non viene considerata semplicemente come una tecnica per rilassarsi, ma come parte della relazione tra la persona e il mondo di cui fa parte.ù
Che cos’è la terapia climate-aware?
È un approccio alla pratica psicoterapeutica che riconosce come la crisi climatica ed ecologica possa entrare nell’esperienza psicologica delle persone. Non significa che ogni terapia debba occuparsi di clima, ma che il terapeuta sia preparato ad accogliere e comprendere queste esperienze quando sono rilevanti per la persona.
Dalla sopraffazione alla possibilità di agire
Affrontare l’eco-ansia non significa smettere di preoccuparsi del pianeta.
Significa imparare a fare spazio anche alle emozioni difficili senza lasciare che prendano completamente il controllo della nostra vita.
La paura può convivere con la speranza.
La tristezza può convivere con la connessione.
La rabbia può diventare energia per agire.
L’incertezza può convivere con la capacità di progettare.
E il senso di impotenza può trasformarsi, almeno in parte, nella consapevolezza di poter scegliere come partecipare.
La psicoterapia può offrire uno spazio per comprendere questo rapporto tra benessere psicologico, valori personali, natura e crisi climatica, trovando modi più sostenibili di stare nel mondo senza dover scegliere tra prendersi cura di sé e prendersi cura di ciò che ci circonda.
Se senti che le preoccupazioni legate al cambiamento climatico, all’ambiente o al futuro stanno diventando difficili da sostenere, puoi contattarmi per parlarne insieme

Il mondo intorno a noi sta cambiando, in gran parte a causa delle attività umane, e questo sta influenzando la nostra vita emotiva, la nostra salute mentale e il modo in cui ci relazioniamo a noi stessi, agli altri e al mondo naturale.
Il mio lavoro si concentra sulle dimensioni psicologiche dei cambiamenti climatici e ambientali, integrando l’esperienza clinica con un approccio informato dalla ricerca per esplorare esperienze come l’ansia climatica, il lutto ecologico, la speranza, l’incertezza e l’azione consapevole — e come possiamo rispondere, sia individualmente che collettivamente.
Per approfondire il mio lavoro in questo ambito, puoi consultare le attività che svolgo nell’ambito della psicologia climatica e dell’ecopsicologia in fondo alla pagina.
Se sei un’organizzazione, un’associazione o una piattaforma di formazione e vuoi entrare in contatto con me su questi temi, puoi consultare gli eventi e le attività formative che ho organizzato. Se sei una testata, un giornalista o lavori nel mondo dei media e vuoi parlare di questi argomenti, puoi consultare le interviste a cui ho partecipato e contattarmi qui.
Se sei una persona interessata alla terapia a contatto con la natura o alla terapia climate-aware per l’ecoansia, puoi verificare qui la mia disponibilità.

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